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Presentati i progetti per l’Archivio sui fatti e processi di mafia siciliani e l’esposizione della collezione di pizzo a tombolo, primi elementi dell’infrastruttura educativa che la Fondazione realizzerà a Palazzo Biscari

Con la quattro giorni di appuntamenti, dal 5 al 9 agosto, a Mirabella Imbaccari si è conclusa la sessione estiva di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

La corte interna di Palazzo Biscari, donato dalle suore dorotee alla Fondazione di Comunità di Messina, ha ospitato cinema, teatro e produzioni originali, nel pieno spirito di un evento che affianca performance, riflessione e progettualità nei luoghi strategici di attività della Fondazione.

Così, la proiezione del film Segreti di Stato, sui fatti di Portella della Ginestra dell’1 maggio 1947, di Paolo Benvenuti, ha permesso di presentare al pubblico del Festival il progetto di infrastruttura educativa e formativa che sarà ospitata nelle Antiche Scuderie di Palazzo Biscari. Il primo passo per il nascente polo di Mirabella Imbaccari prevede di ospitare a Palazzo l’Archivio sui fatti e i processi di mafia siciliani, costituito dalla Fondazione di Comunità a partire dal fondo di documenti su Portella della Ginestra che è stato in gran parte costruito da Benvenuti e dagli storici che hanno effettuato con lui le ricerche propedeutiche alla sceneggiatura del film.

Così, il lavoro documentaristico di Alberto Valtellina (8 agosto), su Mirabella e i saperi del pizzo a tombolo, montaggio artistico – accompagnato dalla musica scritta da Luigi Polimeni ed eseguita dal vivo dallo stesso Polimeni e da Giacomo Farina – sulla storia del castello dall’arrivo delle suore doretee ad oggi, centrato sulla lavorazione del pizzo a tombolo che le ha viste come formatrici  di generazioni di donne di Mirabella dai primi del 900 fino ad oggi, è collegato ad una seconda idea in fase di realizzazione: organizzare per l’esposizione le collezioni storiche di Palazzo Biscari, dalla collezioni di pizzo a tombolo ai disegni connessi e agli strumenti necessari per queste lavorazioni.

Nel programma a Mirabella anche il teatro, con F-Aìda, reading teatrale con Salvatore Arena e Massimo Barilla, musiche originali dal vivo di Luigi Polimeni, in collaborazione con Mana Chuma Teatro e la Rete Latitudini, e la proiezione di Primula Rossa. Il film, diretto da Franco Jannuzzi, è prodotto dalla Fondazione di Comunità di Messina, è ispirato e dedicato alla vera storia di Ezio Rossi, ex terrorista dei Nuclei Armati Proletari che ha passato gran parte della sua esistenza tra carcere e Ospedale Psichiatrico Giudiziario Unendo fiction e documentario, il film intreccia la vicenda di Ezio (Ennio nel film) con quelle di altri internati dell’OPG e con quella dello psichiatra Lucio, che lotta per cercare soluzioni che restituiscano diritti di cittadinanza a persone deboli ed escluse dalla società. Molti ex-internati hanno tra l’altro partecipato alla realizzazione del film. Tra gli attori Roberto Herlitzka. Infine, il Festival ha ospitato la proiezione di opere di registi locali: Storici scorci di Mirabella Imbaccari, dalle origini ai nostri giorni, di Pino Zaccaria e Generazioni a confronto, di Egidio Termini, documentario che prende in esame la situazione culturale di tre paesi del calatino: Mirabella, San Michele, San Cono.

“Abbiamo voluto fare di questa quattro giorni una sorta di manifesto di cosa intende la fondazione per sviluppo umano – spiega il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta -. Crediamo che non possa esserci sviluppo senza ricerca della verità, senza investire in conoscenza e senza contrastare con decisione qualunque forma di economia e di controllo criminale delle società. Non può esserci sviluppo umano se non a partire dagli ultimi di un territorio, perché lo sviluppo o è di tutti o genera diseguaglianza e la diseguaglianza finisce inevitabilmente per diventare trappola, anche per lo stesso sviluppo economico. La nostra idea di sviluppo umano mette in relazione saperi e competenze locali, nel caso di Mirabella centenarie, con l’innovazione intesa nel senso più ampio e più generale possibile. Attorno a questa idea di sviluppo umano, solidamente fondata su questi principi, la Fondazione si mette a servizio del territorio”.

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Presentati i progetti per l’Archivio sui fatti e processi di mafia siciliani e l’esposizione della collezione di pizzo a tombolo, primi elementi dell’infrastruttura educativa che la Fondazione realizzerà a Palazzo Biscari

Con la quattro giorni di appuntamenti, dal 5 al 9 agosto, a Mirabella Imbaccari si è conclusa la sessione estiva di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

La corte interna di Palazzo Biscari, donato dalle suore dorotee alla Fondazione di Comunità di Messina, ha ospitato cinema, teatro e produzioni originali, nel pieno spirito di un evento che affianca performance, riflessione e progettualità nei luoghi strategici di attività della Fondazione.

Così, la proiezione del film Segreti di Stato, sui fatti di Portella della Ginestra dell’1 maggio 1947, di Paolo Benvenuti, ha permesso di presentare al pubblico del Festival il progetto di infrastruttura educativa e formativa che sarà ospitata nelle Antiche Scuderie di Palazzo Biscari. Il primo passo per il nascente polo di Mirabella Imbaccari prevede di ospitare a Palazzo l’Archivio sui fatti e i processi di mafia siciliani, costituito dalla Fondazione di Comunità a partire dal fondo di documenti su Portella della Ginestra che è stato in gran parte costruito da Benvenuti e dagli storici che hanno effettuato con lui le ricerche propedeutiche alla sceneggiatura del film.

Così, il lavoro documentaristico di Alberto Valtellina (8 agosto), su Mirabella e i saperi del pizzo a tombolo, montaggio artistico – accompagnato dalla musica scritta da Luigi Polimeni ed eseguita dal vivo dallo stesso Polimeni e da Giacomo Farina – sulla storia del castello dall’arrivo delle suore doretee ad oggi, centrato sulla lavorazione del pizzo a tombolo che le ha viste come formatrici  di generazioni di donne di Mirabella dai primi del 900 fino ad oggi, è collegato ad una seconda idea in fase di realizzazione: organizzare per l’esposizione le collezioni storiche di Palazzo Biscari, dalla collezioni di pizzo a tombolo ai disegni connessi e agli strumenti necessari per queste lavorazioni.

Nel programma a Mirabella anche il teatro, con F-Aìda, reading teatrale con Salvatore Arena e Massimo Barilla, musiche originali dal vivo di Luigi Polimeni, in collaborazione con Mana Chuma Teatro e la Rete Latitudini, e la proiezione di Primula Rossa. Il film, diretto da Franco Jannuzzi, è prodotto dalla Fondazione di Comunità di Messina, è ispirato e dedicato alla vera storia di Ezio Rossi, ex terrorista dei Nuclei Armati Proletari che ha passato gran parte della sua esistenza tra carcere e Ospedale Psichiatrico Giudiziario Unendo fiction e documentario, il film intreccia la vicenda di Ezio (Ennio nel film) con quelle di altri internati dell’OPG e con quella dello psichiatra Lucio, che lotta per cercare soluzioni che restituiscano diritti di cittadinanza a persone deboli ed escluse dalla società. Molti ex-internati hanno tra l’altro partecipato alla realizzazione del film. Tra gli attori Roberto Herlitzka. Infine, il Festival ha ospitato la proiezione di opere di registi locali: Storici scorci di Mirabella Imbaccari, dalle origini ai nostri giorni, di Pino Zaccaria e Generazioni a confronto, di Egidio Termini, documentario che prende in esame la situazione culturale di tre paesi del calatino: Mirabella, San Michele, San Cono.

“Abbiamo voluto fare di questa quattro giorni una sorta di manifesto di cosa intende la fondazione per sviluppo umano – spiega il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta -. Crediamo che non possa esserci sviluppo senza ricerca della verità, senza investire in conoscenza e senza contrastare con decisione qualunque forma di economia e di controllo criminale delle società. Non può esserci sviluppo umano se non a partire dagli ultimi di un territorio, perché lo sviluppo o è di tutti o genera diseguaglianza e la diseguaglianza finisce inevitabilmente per diventare trappola, anche per lo stesso sviluppo economico. La nostra idea di sviluppo umano mette in relazione saperi e competenze locali, nel caso di Mirabella centenarie, con l’innovazione intesa nel senso più ampio e più generale possibile. Attorno a questa idea di sviluppo umano, solidamente fondata su questi principi, la Fondazione si mette a servizio del territorio”.

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Dal 21 luglio alla fine di settembre, ecco tutti gli appuntamenti di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival

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Protagonista, in prima assoluta, Rosario Palazzolo con la trilogia Santa Samantha Vs. Sciagura in tre mosse

Sabato 3 e domenica 4 agosto, a partire dalle 21.00, sono in programma al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro le ultime due giornate della sessione estiva messinese di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Al Festival è il momento del teatro, con tre appuntamenti. 

Alle 19.30 del 3 agosto, al Lido Horcynus Orca, la presentazione del libro Santa Samantha Vs. Sciagura in tre mosse (Glifo edizioni) di Rosario Palazzolo anticipa la presenza al Festival dell’autore, attore e regista palermitano. Palazzolo presenta il libro insieme a Filippa Ilardo e Sabrina Petyx. Sono i testi dell’omonima trilogia, figlia di una sperimentazione linguistica che fa implodere la grammatica classica per rappresentare un mondo davvero sciagurato, afflitto da implacabile cattiva sorte. Il giorno successivo, negli spazi del Parco Horcynus Orca ecco, in prima assoluta, la messa in scena della trilogia, produzione del Teatro Biondo di Palermo. Testo e regia sono di Rosario Palazzolo, le scene di Luca Mannino, le musiche originali di Francesco Di Fiore, le luci di Alice Colla, assistente alla regia è Angelo Grasso. Alle 19.30 va in scena Lo Zompo, con Rosario Palazzolo, alle 21.15 Mari/age con Alessio Barone, Delia Calò, Chiara Italiano, Viviana Lombardo, Sabrina Petyx, alle 22.30 La veglia, con Filippo Luna.

Oltre a Palazzolo, nel programma del Festival il 3 agosto, alle 21.15 nella Torre degli Inglesi del Parco Horcynus Orca, F-Aìda, reading teatrale con Salvatore Arena e Massimo Barilla, le musiche originali dal vivo di Luigi Polimeni, a cura di Mana Chuma Teatro, in collaborazione con Rete Latitudini. La lettura trasporta in Calabria, negli anni Ottanta ma potrebbero essere i giorni nostri o giorni futuri all’interno di un racconto di guerre fratricide, un amore omosessuale mai consumato, una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera.

“Indaghiamo il tema centrale del Festival – spiega Massimo Barilla, direttore artistico della sezione teatrale MigrAzioni tra terra e mare – per dire che le metamorfosi, necessarie, sono a volte anche impossibili. Sottolinearlo dal punto di vista artistico esprime il dovere di lavorare nei contesti in cui si rileva esistenza al cambiamento. Così, come ogni anno, il lavoro di ricerca culturale della Fondazione Horcynus Orca si intreccia con gli interventi sul territorio, in situazioni complesse, che porta avanti la Fondazione di Comunità di Messina. Il programma mette inoltre a sistema i rapporti che il Festival sta coltivando anche con altri soggetti sul territorio siciliano e nazionale, come Mana Chuma Teatro e la Rete Latitudini”.

Nel programma del 3 agosto (ore 22.15), per la sezione cinematografica, anche la proiezione del film “Dall’altra parte” (3 agosto, ore 22.15), coproduzione serba-croata, con la regia di Zrinko Ogresta. Il film propone un percorso di trasformazione, di ricerca del perdono e della pace interiore dopo la guerra nella ex Jugoslavia.

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Ospiti il produttore e distributore Paolo Minuto e l’esperta di cinema arabo e di cinema del Sud Antonia Naim. Da Germania e Polonia i film in programmazione

Venerdì 2 agosto, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro la decima giornata di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

È l’ultima serata di programmazione cinematografica per la sessione messinese del Festival. Due le proiezioni in programma nel Giardino delle Sabbie del Parco Horcynus Orca, per Arcipelaghi della Visione, la sezione diretta da Franco Jannuzzi. “Sono film – precisa il direttore artistico – che raccontano storie di trasformazione. In più queste pellicole hanno in comune il distributore: si tratta del reggino Paolo Minuto, capace sempre di scelte coraggiose in fatto di cinema”. Minuto, docente universitario, direttore artistico del Festival del Cinema Italiano di Belgrado, per molti anni presidente della Ficc (federazione italiana dei circoli del cinema), è uno dei massimi esperti di promozione e distribuzione cinematografica, soprattutto indipendente, in Italia. Insieme ad Antonia Naim, programmatrice cinematografica, direttrice di cinema d’essai, organizzatrice di eventi e festival, esperta di cinema arabo e di cinema del Sud, incontrerà il pubblico del Festival per un dibattito sul cinema contemporaneo, specie quello meno visibile sui circuiti tradizionali.

Le proiezioni: in apertura di serata “Styx”, del tedesco Wolfgang Fischer, miglior Film, miglior attrice protagonista, miglior fotografia e miglior suono ai premi del cinema tedesco 2019: protagonista una dottoressa in navigazione solitaria sull’Atlantico. Qui incontrerà una barca di migranti. A seguire “Corpi”, della polacca Malgorzata Szumgowska, a metà tra dramma e farsa: una ragazza anoressica, un padre depresso, cadaveri che si rialzano in piedi e una donna che dialoga con i fantasmi.

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Una produzione originale del Festival per la sezione musicale e i film di Arcipelaghi della Visione nel programma della serata

Giovedì 1 agosto, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro la nona giornata di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Luigi Polimeni

In apertura di serata, nel Giardino delle Sabbie del Parco Horcynus Orca, Metamorfosi, concerto acustico di musica contemporanea e immagini, produzione originale del Festival. Le musiche sono di Luigi Polimeni, il videomapping di Rosario Di Benedetto e Giorgio Rudilosso, con Fabio Giuseppe Lisanti e Cinzia Pierangelini (violini), Rosanna Pianotti (viola), Maurizio Salemi (violoncello), Giancarlo Parisi (fiati). “È un esperimento di metamorfosi musicale – spiega Luigi Polimeni, che insieme a Giacomo Farina è il direttore artistico di Musica Nomade, la sezione musicale dell’Horcynus Festival – Dal primo brano, Vitulia, cioè il nome che gli antichi greci davano alla nostra costa perché vi allevano vitelli da sacrificare al dio Sole, il pubblico assisterà ad una crescente commistione tra barocco, popolare e contemporaneo. Si tratta – conclude Polimeni –  composizioni originali che ho scritto per un quintetto di archi e fiati”. Il lavoro di accompagnamento visivo alla musica, proiettato sul versante che affaccia sul mare del Parco Horcynus Orca, “è un insieme di maschere, di esplorazioni spaziali con un omaggio alla luna e si chiude con un orgasmo di colori” spiegano Di Benedetto e Rudilosso.

Al termine del concerto, per la sezione cinematografica Arcipelaghi della Visione, diretta da Franco Jannuzzi, è in programma la proiezione della prima di quattro pellicole che hanno la metamorfosi come tema di indagine centrale. “Sono film – precisa il direttore artistico – distribuiti da Paolo Minuto, che sarà nostro ospite nelle serate del Festival, le cui scelte sono sempre coraggiose. Quattro film che raccontano storie di trasformazione”. Proiezioni come sempre all’aperto, nel Giardino delle Sabbie del Parco Horcynus Orca.

Si comincia con “Sofia”, di Meryem Benm’Barek, storia di una ragazza marocchina incinta e senza marito. Per questo, secondo le leggi del paese, rischia l’arresto. Il suo corpo cambia come la sua vita, alla ricerca della soluzione più giusta, tra sentimento e ragione. Seguiranno“Styx” (2 agosto, ore 21.00), del tedesco Wolfgang Fischer, “Corpi” (2 agosto, ore 22.50), della polacca Malgorzata Szumgowska e “Dall’altra parte” (3 agosto, ore 22.15), coproduzione serba-croata, con la regia di Zrinko Ogresta.

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La sei giorni di programmazione ha permesso al pubblico del Festival di scoprire film di qualità altrimenti invisibili sul territorio italiano

Mercoledì 31 luglio, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro l’ottava giornata di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Si chiude la prima parte del Festival, che ha proposto la rassegna CinemSpagna, selezione dei film tra i più amati e premiati dell’ultima stagione cinematografica spagnola, che ha dato visibilità a film altrimenti assenti sul territorio italiano e spazio ai giovani autori, alle opere prime e seconde e ai film realizzati da cineaste donne.

La rassegna si conclude con El Olivo, di Icíar Bollaín. Dalla penna di Paul Laverty (sceneggiatore di Ken Loach) nasce la storia di Alma, una ragazza che vive e lavora nell’azienda agricola di famiglia intenta a seguire le orme segnate dal nonno. Il vecchio però, da quando i suoi figli hanno venduto l’olivo millenario, non parla e quasi non mangia più. Alma, in pieno stile Loach, decide di andare a riprendersi l’albero, anche se ora è di proprietà e simbolo di una multinazionale tedesca. La protagonista Anna Castillo regala anima e cuore a uno dei personaggi femminili più appassionanti dell’ultimo cinema europeo. In apertura e in chiusura di serata, la proiezione di una selezione dei cortometraggi della serie A ciascuno il suo cinema (Chacun son cinéma): si tratta di un’iniziativa realizzata nel 2007 per il Festival di Cannes, opera di un gruppo di registi, omaggio a Federico Fellini e, più in generale, alla magia della sala cinematografica e all’idea di cinema tra passato, presente e futuro. Dall’1 agosto e fino al 4 agosto, l’Horcynus Festival prosegue con concerti di musica contemporanea, spettacoli teatrali e ancora cinema nel Giardino delle Sabbie del Parco Horcynus Orca.

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Arantxa Echevarría è la terza regista spagnola donna inclusa nella selezione

Martedì 30 luglio, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro la settima giornata di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Potente favola gitana, applauditissima al Festival di Cannes, Carmen Y Lola è il terzo film della rassegna CinemaSpagna proiettato nel Giardino delle Sabbie del Parco Horcynus Orca firmato da una regista donna, Arantxa Echevarría. È la storia di Carmen, una ragazza che appartiene ad una comunità di gitani nei sobborghi di Madrid. Come tutte le giovani donne della comunità, Carmen è destinata a riprodurre uno schema che si ripete di generazione in generazione: sposarsi presto e crescere il maggior numero di bambini possibile. Fino al giorno in cui incontra Lola, gitana pure lei ma per nulla rassegnata a quel destino. Tra le due ragazze scoppia una complicità che le proietta in un mondo proibito. La rassegna si concluderà il 31 luglio con El Olivo, di Icíar Bollaín (31 luglio).

In apertura e in chiusura di serata, la proiezione di una selezione dei cortometraggi della serie A ciascuno il suo cinema (Chacun son cinéma): si tratta di un’iniziativa realizzata nel 2007 per il Festival di Cannes, opera di un gruppo di registi, omaggio a Federico Fellini e, più in generale, alla magia della sala cinematografica e all’idea di cinema tra passato, presente e futuro.

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Una selezione di cortometraggi proposti a Cannes completa il programma

Lunedì 29 luglio, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro la sesta giornata di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Ancora un’opera prima nella selezione di cinema spagnolo, proposta come sempre in versione originali con sottotitoli in italiano. A cambio de nada, di Daniel Guzmán, intreccia dramma e commedia a sfondo sociale per raccontare la storia di Dario e della sua più ruggente e rocambolesca estate. Il protagonista Miguel Herran, ora più celebre che mai come Rio della serie Netflix “La casa di carta”, vince con questo film (anche Miglior Opera Prima) il Goya quale Miglior Attore Rivelazione.

La rassegna CinemaSpagna prevede altre due proiezioni nel Giardino delle Sabbie del Parco Horcynus Orca: il 30 luglio Carmen Y Lola, di Arantxa Echevarría (30 luglio), il 31 luglio El Olivo, di Icíar Bollaín (31 luglio).

In apertura e in chiusura di serata, la proiezione di una selezione dei cortometraggi della serie A ciascuno il suo cinema (Chacun son cinéma): si tratta di un’iniziativa realizzata nel 2007 per il Festival di Cannes, opera di un gruppo di registi, omaggio a Federico Fellini e, più in generale, alla magia della sala cinematografica e all’idea di cinema tra passato, presente e futuro.

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Ospite della serata il regista Gustavo Salmerón. Per la prima volta al Parco Horcynus anche il film che racconta la liberazione dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

Domenica 28 luglio, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro la quinta giornata di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Fino al 31 luglio il programma è interamente dedicato al cinema. Apre la serata la rassegna di film spagnoli, che propone Muchos Hijos un mono y un castillo. Il regista Gustavo Salmerón incontrerà il pubblico del Festival al termine della proiezione. Esilarante opera prima, campione d’incassi in patria, adorato da Almódovar, il film è un viaggio surreale tra oggetti, cimeli, personaggi e aneddoti assurdi che raccontano la Spagna di ieri e al contempo offrono una istantanea della Spagna di oggi. Anche in questa occasione – è il terzo titolo spagnolo in programma all’Horcynus Festival – il pubblico avrà l’occasione di scoprire una cinematografia altrimenti invisibile sul territorio italiano.

In seconda serata è in programma la proiezione di Primula Rossa, diretto da Franco Jannuzzi e prodotto dalla Fondazione di Comunità di Messina e da alcuni membri del Distretto Sociale Evoluto: la Fondazione Horcynus Orca ed Ecos-Med. La produzione è stata supportata da Radical Plans ed ha visto la collaborazione della Fondazione Con il Sud, di Manachuma, di Talento dinamico e di Ecosmedia che cura la distribuzione. Primula Rossa è ispirato e dedicato alla vera storia di Ezio Rossi, ex terrorista dei Nuclei Armati Proletari che ha passato gran parte della sua esistenza tra carcere e Ospedale Psichiatrico Giudiziario. 

Unendo fiction e documentario, il film intreccia la vicenda di Ezio (Ennio nel film) con quelle di altri internati dell’OPG e con quella dello psichiatra Lucio, che lotta per cercare soluzioni che restituiscano diritti di cittadinanza a persone deboli ed escluse dalla società. Molti ex-internati hanno tra l’altro partecipato alla realizzazione del film. Tra gli attori Roberto Herlitzka.

Primula Rossa – spiega il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta – è l’occasione per ripercorrere quarant’anni di storia: dagli anni di piombo fino all’attualissima questione sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Quarant’anni di snodi cruciali per l’Italia, visti dalla prospettiva degli ultimi. Le storie di persone così radicalmente escluse reclamano nuovi orizzonti economico-sociali più umani, capaci di prendersi cura e accompagnare le metamorfosi possibili di ogni individuo. Il film si pone le stesse domande su cui da anni ricerca e sperimenta la Fondazione di Comunità di Messina».

La proiezione è dedicata alla memoria di Ezio Rossi.

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Prosegue la rassegna di cinema spagnolo. Ospite Mario Tronco, ideatore della multietnica Orchestra di Piazza Vittorio

Sabato 27 luglio, a partire dalle 21.00, si svolge al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro la terza giornata di Metamorfosi, la XXVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Il programma è interamente dedicato al cinema, con proiezioni all’aperto nel Giardino delle Sabbie del Parco. In apertura di serata, secondo dei sei appuntamenti con il Festival del cinema spagnolo: La Noche que mi madre matò a mi padre, di Inés Paris, black comedy con un cast di stelle, in un intreccio che mescola Agatha Christie con il più brillante cinema spagnolo, fa parte della selezione dei film tra i più amati e premiati dell’ultima stagione cinematografica spagnola proposta a Messina dalla Fondazione Horcynus Orca e da da EXIT med!a che da dodici anni cura questa manifestazione itinerante. Ancora una regista donna, dopo la prima serata con Las Distancias di Elena Trapè per la manifestazione ha l’obiettivo di promuovere attraverso il cinema di qualità i legami culturali, artistici e sociali che vincolano la Spagna e l’America latina con l’Italia e diffondere un messaggio positivo fondato sull’antirazzismo, la solidarietà, il recupero della memoria, il confronto con l’altro.

Mario Tronco

Alle 22.30 l’Horcynus Festival, nella sezione cinematografica Arcipelaghi della Visione, diretta da Franco Jannuzzi, ospita Mario Tronco, pianista, tastierista, autore della Piccola Orchestra Avion Travel e ideatore dell’Orchestra di Piazza Vittorio, complesso multietnico nato nel 2002 con l’auto-tassazione di alcuni cittadini che ha creato posti di lavoro e relativi permessi di soggiorno per eccellenti musicisti provenienti da tutto il mondo e ha promosso la ricerca e l’integrazione di repertori musicali diversi e spesso sconosciuti al grande pubblico.

La proiezione del film Il flauto magico di Piazza Vittorio, per la regia dello stesso Tronco e di Gianfranco Cabiddu, musiche dell’Orchestra di Piazza Vittorio, adattamento multiculturale e ultrapop dell’opera di Mozart, chiuderà la quarta serata del Festival.

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