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Nei giorni della diffusione acuta del Coronavirus, secondo le linee indicate dal governo italiano, anche il MACHO e il Parco Horcynus Orca restano chiusi al pubblico. Le nostre tante attitività sono temporaneamente ferme.

Noi, però, non siamo fermi, e continuiamo a progettare le cose che abbiamo in mente, a partire dai prossimi Festival a Reggio Calabria e a Messina e dalle attività con scuole, studenti e visitatori.

Il Parco Horcynus Orca e il MACHO vi aspettano, appena sarà di nuovo possibile

Stay Tuned!

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La Fondazione Horcynus Orca rende omaggio allo scrittore Stefano D’Arrigo nel centenario dalla nascita

Scarica il calendario degli appuntamenti

È ufficialmente partito il 13 dicembre il progetto NEL VENTRE DELL’ORCA – Itinerari performativi su Horcynus Orca a cento anni dalla nascita di Stefano D’Arrigo.

Saranno numerosi e di particolare rilevanza gli eventi in programma, che verranno ospitati nel Complesso Monumentale di Capo Peloro di Messina, sede della Fondazione Horcynus Orca.

Questa iniziativa nasce con l’intento di celebrare Stefano D’Arrigo nel centenario della sua nascita e rappresenta un evento culturale di altissimo livello per la Letteratura siciliana.

Lo scrittore, al cui capolavoro Horcynus Orca sono ispirati i nomi della Fondazione capofila del progetto e il Parco omonimo, è ritornato al centro dell’interesse internazionale grazie alla recente edizione del libro nella traduzione tedesca e a quelle in corso di realizzazione in Francia, Spagna e Stati Uniti.

Il fulcro delle attività in cui si articola il progetto sarà la stanza “nello Scill’e Cariddi”, una sala immersiva scenografica interattiva del sito archeologico di Capo Peloro. All’interno di questo spazio, si svolgeranno gli eventi culturali e di spettacolo, caratterizzati da profonda e innovativa ricerca artistica e tecnologica.

In particolare, è prevista una nuova e originale performance teatrale immersiva, ispirata al capolavoro di D’Arrigo Horcynus Orca, realizzata da Mana Chuma Teatro (Premio della Critica 2019 ANCT), con una scenografia assolutamente innovativa, virtuale e interattiva.

Sono inoltre in programma altri 6 eventi performativi site-specific, di danza, musica e teatro ispirati all’universo tematico del “duemari”, in tutte le sue componenti fisiche, scientifiche e letterarie, anche attraverso la messa in relazione con gli scenari immersivi creati ispirandosi ai temi del mare.

I partner coinvolti oltre alla Fondazione Horcynus Orca (sviluppo tecnologico, produzione e post-produzione video scenografie interattive, apporto dell’infrastruttura tecnologica), Mana Chuma Teatro (direzione e realizzazione artistica), Rete Latitudini (Premio della Critica 2019 ANCT – Organizzazione degli spettacoli, promozione e comunicazione nazionale e futura circuitazione), Comitato promotore SabirFest (azioni di ricerca letteraria ed editoriale, propedeutiche allo sviluppo del percorso artistico).

Queste le altre collaborazioni: Centro Internazionale di Studi sulla Performatività delle Arti e degli Immaginari Sociali dell’Università di Messina – – Oficina cultural Ambajada de España – – Pro Loco di Capo Peloro.

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Dal 19 novembre all’8 dicembre al MACHO. La mostra fa parte del progetto “La Cultura è Capitale”.

Martedì 19 novembre alle ore 18:00 al MACHO – Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca, si inaugura Miradas Cruzadas / Sguardi incrociati, esposizione temporanea di opere di cinque artisti italiani e spagnoli: due fotografi, l’italiano Piero Pompili e lo spagnolo Aitor Lara, e tre ceramisti, gli italiani Riccardo Monachesi e Sabino De Nichilo, e lo spagnolo José Luis Seara

La mostra, curata da Andrea Iezzi e visitabile fino al prossimo 8 dicembre (orari d’aperetura 10:00 – 13:00/15:00 – 17:00), è inserita nella cornice dell’Horcynus Festival “Metamorfosi”, che per l’edizione 2019 ha scelto la Spagna come paese ospite, e fa parte del progetto “La Cultura è Capitale”, promosso dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, in collaborazione con la Fondazione CON IL SUD e in partnership con la Fondazione Horcynus Orca e la Fondazione di Comunità di Messina. Il percorso espositivo gioca sul tema della specularità. Vengono poste in dialogo le diverse sensibilità degli artisti, il loro essere spagnoli o italiani. Il discorso è più palese nel caso dei fotografi, in quanto si presenta il lavoro di Lara realizzato a Napoli, e quello di Pompili sul porto di Vigo. Nel caso dei ceramisti il confronto è giocato su sfumature, giochi di temi e di forme.

All’evento inaugurale intervengono l’Ambasciatore di Spagna in Italia, Alfonso Dastis, il Consigliere culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia, Ion de la Riva Guzmán de Frutos, il Rettore dell’Università degli Studi di Messina Salvatore Cuzzocrea, il Segretario Generale della Fondazione di Comunità di Messina Gaetano Giunta, il curatore Andrea Iezzi e gli artisti in mostra. L’inaugurazione si concluderà con un evento di musica contemporanea e immagini, con musiche originali di Luigi Polimeni (pianoforte e theremin), accompagnato da Giacomo Farina (percussioni e organetto) e dal lavoro in video di Alberto Valtellina sul programma di riqualificazione urbana Capacity. 

Il progetto “La Cultura è Capitale” è costruito intorno a mostre, dibattiti, performance, festival, per suscitare una riflessione sull’idea di Europa e utilizzare la cultura come strumento di coesione sociale e sviluppo della società. Ha previsto appuntamenti in 4 città del Sud d’Italia: oltre Messina, anche Napoli, Matera e Roma. Gli appuntamenti messinesi segnano la prosecuzione di un rapporto con la Spagna, paese ospite di Metamorfosi, edizione 2019 dell’Horcynus Festival, che già a luglio ha ospitato una rassegna di cinema spagnolo e il concerto di Basteiro-Bertolí.

“Le arti visive, il cinema, la letteratura, le estetiche in generale – spiega Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – sono, fra i saperi umani, quelli più capaci di anticipare visioni, desideri, bisogni e speranze. Per questa ragione, la bellezza deve essere correlata a ogni necessario processo di rigenerazione urbana e sociale, a ogni Metamorfosi del pensiero e delle pratiche economiche, dei paradigmi tecnologici, della conoscenza. Convinti di ciò consideriamo fecondo e generativo l’incontro fra i percorsi di ricerca e strutturali della Fondazione di Comunità e della Fondazione Horcynus Orca con quelli promossi dall’Ambasciata di Spagna in collaborazione con la Fondazione con il SUD nell’ambito del programma ‘La cultura è Capitale’. Trovo profetico – conclude Gaetano Giunta – che un Paese non promuova narcisisticamente i propri artisti, ma partecipi a un progetto di rigenerazione sociale”. 

“La nostra collaborazione con il Festival Horcynus Orca è una scelta strategica – aggiunge Ion de la Riva Guzmán de Frutos, Consigliere culturale dell’Ambasciata di Spagna in Italia – motivata ovviamente dalle relazioni che legano da secoli la Spagna con la Sicilia. A questi antichi motivi, si aggiungono ragioni attuali. L’Ambasciata ha infatti scelto due specifici poli di intervento per i propri eventi culturali: oltre ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo, la Fondazione Horcynus Orca. Abbiamo cominciato quest’anno portando a Messina il meglio della nostra produzione cinematografica, musica e arte contemporanea. L’obiettivo è costruire un sistema duraturo di scambi e sguardi incrociati tra artisti spagnoli e artisti siciliani ed italiani”.

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L’intervento di Filippo Giorgi all’Horcynus Lab Festival apre i seminari internazionali dell’Horcynus Lab Festival. 

Si apre con la conferenza del fisico Filippo Giorgi, già componente dell’IPCC Intergovernmental Panel on Climate Change che nel 2007 ha vinto il Nobel per la pace, la seconda giornata dell’Horcynus Lab Festival mercoledì al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro. A Messina come a New York, il cambiamento climatico è il focus di tutti gli interventi, in un ponte ideale che avvicina la città dello Stretto agli argomenti centrali su cui si sta giocando il futuro dell’umanità nel consesso delle Nazioni Unite.

Non a caso, per l’importante contributo di conoscenza e divulgazione sui fenomeni di trasformazione climatica in atto nell’era dell’antropocene, a Giorgi sarà consegnato l’annuale Premio Horcynus Orca. Il suo intervento dal titolo L’uomo e la farfalla, scenari globali e cambiamento climatico, in programma alle ore 10.00 al Parco e trasmesso in diretta Facebook sulla pagina ufficiale della Fondazione Horcynus Orca, introduce i due workshop (in programma il 25 settembre alle 15.00 e il 26 alle 9.00 e alle 15.00) finalizzati a definire la programmazione triennale della Scuola EuroMediterranea di Economia Responsabile di Bellezza e di Pace e a completare la progettazione de I Parchi della Bellezza e della Scienza.

«La presenza di Filippo Giorgi – spiega il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta – e il suo sguardo scientifico sul tema ambientale, centrale nella sessione di settembre dell’Horcynus Festival, sottolinea come questo appuntamento sia diventato l’occasione per intrecciare percorsi di ricerca su nuovi paradigmi economici giusti e sostenibili e nuove tecnologie necessarie per la tutela e la salvaguardia del pianeta. Questi percorsi durante l’Horcynus Lab Festival sono messi a supporto di una programmazione strategica che sostenga processi locali di Metamorfosi anche grazie al contributo – conclude – delle importanti reti euro-mediterranee della filantropia istituzionale strategica, della finanza etica e dell’economia sociale e solidale che partecipano ai nostri incontri»

A fianco delle attività seminariali, l’Horcynus Lab Festival propone un secondo percorso, curato da Martina Corgnati, responsabile delle iniziative di arte contemporanea della Fondazione Horcynus Orca: Incontri mediterranei. Il quinto punto cardinale, guarderà agli stessi processi di Metamorfosi, e alla loro necessità, con la sensibilità e con gli occhi di artisti internazionali, nella convinzione che le estetiche più di ogni altro sapere umano hanno la capacità di anticipare visioni, desideri e bisogni dei popoli, che le arti visive, con il loro approccio creativo e partecipativo, sanno intravedere problemi e immaginare soluzioni che ad altri operatori o ad altre forme mentis semplicemente sfuggono. «In questa occasione – spiega la curatrice Martina Corgnati – il tema è l’ambiente, più propriamente la crisi ambientale ed ecologica che investe tutti in forme diverse ma sempre minacciose ed inquietanti, se non già terribili. Il quinto punto cardinale, naturalmente, è una necessità invocata dalla natura stessa del problema; di fronte alla crisi ambientale un approccio “locale” o finanche regionale è inutile e impossibile; è indispensabile pensare globalmente e articolare uno sforzo coordinato su scala planetaria per sperare di arginare una situazione di grave difficoltà che si manifesta in ogni contesto in maniera differente e in tempi diversi, rapida e impetuosa, cioè sotto forma di emergenza». Il 25 settembre presentano il proprio lavoro Andrea Caretto e Raffaella Spagna, un duo che da moltissimi anni affronta il rapporto uomo-natura dal punto di vista dell’alimentazione e dell’analisi, insieme scientifica e poetica, di differenti ecosistemi. L’intervento che il duo torinese propone al pubblico de “Il quinto punto cardinale” prevede un’introduzione generale in merito al loro approccio ai temi trattati: che cosa è per loro l’Ecologia? Quali le relazioni tra Estetica e Ecologia? Perché la loro produzione artistica può essere considerata ecologica? E, soprattutto, quale contributo può dare l’arte a tale materia?

In chiusura di giornata, alle 21, per continuare a segnare il rapporto con la Spagna, paese ospite dell’Horcynus Festival 2019, Pablo Fidalgo e Juan Lorente, al termine della loro residenza artistica presso la Fondazione Horcynus Orca, proporranno la produzione originale “Qualcosa nascerà da noi”, performance teatrale in scena fin qui soltanto in anteprima a Roma, proposta a Messina con uno speciale adattamento negli spazi del Parco Horcynus Orca. Si tratta di un lavoro fortemente costruito intorno ai temi dell’ambiente e del paesaggio e sulle specificità di luci, colori, suoni e atmosfere di Capo Peloro.

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La presentazione dell’opera è il primo appuntamento dell’Horcynus Lab Festival. Tema della sessione di settembre è il cambiamento climatico.

Ha preso il via il 24 settembre la sessione di settembre di Metamorfosil’edizione 2019 dell’Horcynus Festival come sempre organizzato dalla Fondazione di Comunità di Messina e dalla Fondazione Horcynus Orca con la collaborazione dell’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è quest’anno il paese ospite del Festival – e la Fondazione con il SUD.

Il primo appuntamento è stato con l’inaugurazione dell’opera dell’artista Giovanna Giachetti, un’installazione e una performance che, attraverso l’interpretazione contemporanea della figura di Penelope, con il suo gesto paziente e infinitamente ripetuto del cucito e del ricamo, si prende cura del mondo e dell’umanità “a rischio” nel transito fra Scilla e Cariddi.

Giovanna Giachetti (La Chaux De Fonds, CH, 1964), italo-francese, è cresciuta in Nigeria ed è diplomata in Scultura presso l’Accademia Albertina di Torino. Attualmente vive tra il capoluogo piemontese e Milano.

La sua ricerca è fortemente influenzata dalla cultura africana. Alle prime terrecotte dipinte succedono installazioni di dischi circolari e personaggi dall’aspetto arcaico e austero in sottile lamiera di ferro battuto, resa viva dalla lavorazione a martello e dai riflessi della patina colorata. Nell’ultimo anno, invece, ha iniziato a ricamare grandi arazzi su piattina di polietilene stabilizzata, un comunissimo telo verde-nero da giardinaggio. L’utilizzo di materiali poveri, portati a nuova dignità, si oppone all’ossessione bulimica per l’apparenza della nostra società. Inoltre, trasportando il pubblico in un territorio di risonanze simboliche, l’artista affronta le sfide del nostro tempo e richiama a un’assunzione di responsabilità.

Il progetto ideato per “Il quinto punto cardinale”, si ispira al mito di Penelope e indaga il tema della drammatica crisi ecologica nella quale tutti siamo coinvolti. Uno dei suoi enormi drappi viene ricamato con un volto che guarda oltre l’osservatore, verso lo Stretto di Messina. Alcuni momenti dell’azione artistica si svolgono in mare, dove Giovanna Giachetti si immerge per lavorare. Come la moglie di Odisseo seduta al telaio cercava di padroneggiare il proprio destino, così lei, coprendo la plastica con i suoi fili, cerca di ricucire il nostro, estinguendo simbolicamente il male compiuto.

L’opera è a tempo indeterminato e non rimarrà a Messina ma viaggerà per il mondo insieme all’autrice: l’intento è sensibilizzare più persone possibili al problema e non potrà avere termine fintanto che perdurerà questo bisogno di consapevolezza. Ognuna delle performances in acqua sarà sempre documentata da un video, che dopo ogni tappa andrà in custodia al MACHO per unirsi a quelli precedenti.

Il valore aggiunto di tale procedere itinerante è un quaderno, come quello esposto nella sala del Museo, sul quale chiunque è invitato a sottoscrivere la propria intenzione di partecipare attivamente alla salvaguardia dell’ambiente.

 

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Dal 24 al 28 settembre incontri a Messina tra le principali reti dell’economia sociale e con artisti contemporanei per riflettere sull’urgenza di metamorfosi in tema ambientale. Premio Horcynus Orca al climatologo Filippo Giorgi

Scarica il programma dell’Horcynus Lab Festival

Dal 24 al 28 settembre, al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro, torna Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD. Gli appuntamenti in programma, in particolare il Seminario della Scuola Euro Mediterranea di Economia Responsabile di Bellezza e di Pace (S.E.M.E.R.) e l’arte contemporanea di Incontri mediterranei. Il quinto punto cardinale, intrecciano i percorsi di ricerca delle Fondazioni messinesi su estetiche, nuovi paradigmi economici, giusti e sostenibili, e nuove tecnologie necessarie per la tutela e la salvaguardia del pianeta. La sessione di settembre, inoltre, costituisce, come già nel 2018, il momento di incontro tra la Fondazione di Comunità di Messina e la Fondazione Horcynus Orca con le importanti reti euro-mediterranee delle organizzazioni della filantropia istituzionale strategica, della finanza etica e dell’economia sociale e solidale.

I seminari saranno aperti da una conferenza del fisico Filippo Giorgi, già componente dell’IPCC, il panel intergovernativo che nel 2007 ha vinto il Nobel per la pace. A Giorgi sarà consegnato l’annuale Premio Horcynus Orca. Il suo intervento, in programma il 25 settembre, dal titolo L’uomo e la farfalla, scenari globali e cambiamento climatico, introduce i due workshop finalizzati rispettivamente a definire la programmazione triennale della Scuola EuroMediterranea di Economia Responsabile di Bellezza e di Pace e a completare la progettazione de I Parchi della Bellezza e della Scienza. Intrecciato con i percorsi appena descritti Martina Corgnati, responsabile delle iniziative d’arte contemporanea della Fondazione Horcynus Orca, curerà il progetto d’arte contemporanea che si confronta con uno sguardo proprio con le stesse tematiche.

Le giornate di lavoro saranno introdotte dalla stessa Corgnati e dal segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta. I prossimi eventi – spiega Gaetano Giunta – chiariscono come l’Horcynus Lab Festival sia diventato momento centrale per la costruzione di nuovi paradigmi a supporto di una programmazione strategica che sostenga processi locali di Metamorfosi”. L’obiettivo dei seminari e dei workshop è una programmazione operativa pluriennale sottoscritta, su invito della Fondazione di Comunità di Messina, dalle grandi reti euromediterranee della filantropia istituzionale, dell’economia sociale e solidale e della finanza etica, per la prima volta cooperanti in modo strutturato fra loro. Questa programmazione, centrata sull’analisi degli effetti dei mutamenti climatici sulle dinamiche migratorie e socio-economiche globali e dei territori, sostanzia gli esiti del protocollo d’intesa firmato da queste stesse reti già durante l’edizione 2018 dell’Horcynus Lab Festival. Il protocollo promuove una vera e propria metamorfosi del pensiero e delle pratiche socio-economiche, dei sistemi d’istruzione e di conoscenza, dei modelli produttivi e di consumo, delle politiche energetiche e più in generale dei paradigmi tecnologici, così come dei modelli di governance locale e globale. Questo in risposta alle pratiche predatorie di un paradigma socio-economico dominante che ha generato una serie di disarmonie e contraddizioni di carattere, ormai, strutturale, specie sotto il profilo della distruzione dilagante delle risorse naturali e socio-relazionali e di uno sconvolgimento climatico epocale.

A fianco delle attività seminariali, l’Horcynus Lab Festival propone un secondo percorso: Incontri mediterranei. Il quinto punto cardinale, guarderà agli stessi processi di metamorfosi, e alla loro necessità, con la sensibilità e con gli occhi di artisti internazionali, nella convinzione che le estetiche più di ogni altro sapere umano hanno la capacità di anticipare visioni, desideri e bisogni dei popoli, che le arti visive, con il loro approccio creativo e partecipativo, sanno intravedere problemi e immaginare soluzioni che ad altri operatori o ad altre forme mentis semplicemente sfuggono. Incontri mediterranei. Il quinto punto cardinale si colloca nella tradizione degli eventi di arte contemporanea promossi e organizzati dalla Fondazione Horcynus Orca con la curatela di Martina Corgnati. Come nelle precedenti occasioni (Incontri Mediterranei: Sud-Est (2005), Incontri Mediterranei: nord-ovest (2012) e Incontri mediterranei: A come Armenia (2015), il seminario si propone come “piattaforma” di lavoro, scambi e riflessioni che raccordano linguaggi e approcci caratteristici dell’arte contemporanea con temi di stretta attualità. “In questa occasione – spiega la curatrice Martina Corgnati – il tema è l’ambiente, più propriamente la crisi ambientale ed ecologica che investe tutti in forme diverse ma sempre minacciose ed inquietanti, se non già terribili. Il quinto punto cardinale, naturalmente, è una necessità invocata dalla natura stessa del problema; di fronte alla crisi ambientale un approccio “locale” o finanche regionale è inutile e impossibile; è indispensabile pensare globalmente e articolare uno sforzo coordinato su scala planetaria per sperare di arginare una situazione di grave difficoltà che si manifesta in ogni contesto in maniera differente e in tempi diversi, rapida e impetuosa, cioè sotto forma di emergenza. Ecco allora – conclude Corgnati – che il “quinto punto cardinale” raccorda tutti gli altri e supera la stessa dimensione mediterranea. Per questo è “quinto”, dappertutto ma senza trascurare gli elementi locali”. Nelle giornate del workshop sono stati invitati non solo artisti ed economisti ma anche ricercatori e registi che, in vario modo e con vari approcci, dedicano le loro energie a questo tema. Il 24 settembre, Giovanna Giachetti propone un’installazione e una performance che, attraverso l’interpretazione contemporanea della figura di Penelope, con il suo gesto paziente e infinitamente ripetuto del cucito e del ricamo, si prende cura del mondo e dell’umanità “a rischio” nel transito fra Scilla e Cariddi. L’opera realizzata dall’artista arricchirà in via permanente la collezione del Museo MACHO.

Il 25 settembre presentano il proprio lavoro Andrea Caretto e Raffaella Spagna, un duo che da moltissimi anni affronta il rapporto uomo-natura dal punto di vista dell’alimentazione e dell’analisi, insieme scientifica e poetica, di differenti ecosistemi Il 26 settembre, l’artista, fotografa e regista franco-americana Anne De Carbuccia presenta il suo recente cortometraggio, One Ocean,  dedicato allo stato del mare, e in generale il suo progetto artistico-ecologico sostenuto dalla Fondazione One Planet One Future. La giornata del 27 settembre è dedicata all’India, paese che nei prossimi anni giocherà un ruolo sempre più decisivo negli equilibri ecologici del pianeta. Fra i più densamente popolati della terra, e con un tasso di sviluppo fra I più rapidi, l’India vive oggi una straordinaria compresenza di situazioni tradizionali e avveniristiche, spesso in conflitto fra loro. Ne parleranno Ananda Banerjee, artista, naturalista e giornalista conservazionista, con un focus sul problema del conflitto uomo-animali selvatici, e Massimo Spadoni, ricercatore del CNR  e attualmente consigliere scientifico presso l’Ambasciata d’Italia di New Delhi, che si è occupato a lungo di “boschi sacri” e foreste abitate dalle società tribali e tradizionali, realtà che interessano l’India come anche molti paesi del continente africano e non solo. Conclude la giornata la proiezione e presentazione del film di Anna Kauber, In questo mondo, dedicato alle donne pastore in Italia, una visione insieme poetica e documentaristica su un mondo segreto e sconosciuto benché importante per la tutela dell’equilibrio territoriale e idrogeologico. Il 28 settembre, infine,  l’incontro con la fotografa ambientalista  Begoña Zubero che presenterà il suo lavoro dedicato a diverse realtà ed ecosistemi in Italia e Spagna.

Il 25 settembre, per continuare a segnare il rapporto con la Spagna, paese ospite del Festival 2019, Pablo Fidalgo e Juan Lorente, al termine della loro residenza artistica presso la Fondazione Horcynus Orca, proporranno la produzione originale “Qualcosa nascerà da noi”, performance teatrale in scena fin qui soltanto in anteprima a Roma, proposta a Messina con uno speciale adattamento negli spazi del MACHO.

Infine, a partire dal 16 e fino al 27 settembre, è in programma al Parco Horcynus Orca la prima edizione della Scuola del documentario di impegno civile, a cura di Paolo Benvenuti e Federico Vitella in collaborazione con il Dipartimento Cospecs Università di Messina.

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La Fondazione di Comunità e la Fondazione Horcynus Orca collaborano con l’Ambasciata di Spagna e la Fondazione con il SUD in un programma di rigenerazione sociale orientato da bellezza e cultura

Giovedì 12 settembre, presso la sede dell’Ambasciata di Spagna a Roma, è stata presentato in conferenza stampa (in foto) il programma “La Cultura è Capitale”, un’iniziativa in collaborazione tra Ambasciata  e Fondazione con il SUD che coinvolge la Fondazione di Comunità di Messina e la Fondazione Horcynus Orca. Mostre, dibattiti, performance, festival, per suscitare una riflessione sull’idea di Europa e utilizzare la cultura come strumento di coesione sociale e sviluppo della società. Previsti appuntamenti in 4 città del Sud d’Italia. Dopo Napoli – dove per la prima volta si è portato il cinema nei Quartieri Spagnoli – Matera e Roma, l’iniziativa sarà a Messina a novembre, con una mostra fotografica e di sculture intitolata Miradas Cruzadas, con opere di Aitor Lara, Piero Pompili, Sabino de Nichilo, Riccardo Monachesi e José Luis Seara. Gli appuntamenti messinesi segnano la prosecuzione di un rapporto con la Spagna, paese ospite di Metamorfosi, ultima edizione ancora in corso dell’Horcynus Festival, che già a luglio ha ospitato una rassegna di cinema spagnolo e il concerto di Basteiro-Bertolí.
“Le arti visive, il cinema, le letteratura, le estetiche in generale sono, fra i saperi umani, quelli più capaci di anticipare visioni, desideri, bisogni e speranze – spiega Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – Per questa ragione, la bellezza deve orientare, o comunque essere correlata, a ogni necessario processo di rigenerazione urbana e sociale, a ogni Metamorfosi del pensiero e delle pratiche economiche, dei paradigmi tecnologici, della conoscenza. Convinti di ciò consideriamo fecondo e generativo l’incontro fra i percorsi di ricerca e strutturali della Fondazione di Comunità e della Fondazione Horcynus Orca con quelli promossi dall’Ambasciata di Spagna in collaborazione con la Fondazione con il SUD nell’ambito del programma ‘La cultura è Capitale’. Trovo profetico – conclude Gaetano Giunta – che un Paese non promuova narcisisticamente propri artisti, ma partecipi a un progetto di rigenerazione sociale”.
”La cultura è alla base della costruzione dell’Europa”, ha spiegato in conferenza stampa l’Ambasciatore spagnolo Alfonso Dastis. ”Nel nostro compito di infrastrutturazione sociale – ha aggiunto Carlo Borgomeo, Presidente Fondazione Con il Sud – una delle leve più efficaci nel recupero di situazioni difficili è proprio la cultura”.

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Presentati i progetti per l’Archivio sui fatti e processi di mafia siciliani e l’esposizione della collezione di pizzo a tombolo, primi elementi dell’infrastruttura educativa che la Fondazione realizzerà a Palazzo Biscari

Con la quattro giorni di appuntamenti, dal 5 al 9 agosto, a Mirabella Imbaccari si è conclusa la sessione estiva di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

La corte interna di Palazzo Biscari, donato dalle suore dorotee alla Fondazione di Comunità di Messina, ha ospitato cinema, teatro e produzioni originali, nel pieno spirito di un evento che affianca performance, riflessione e progettualità nei luoghi strategici di attività della Fondazione.

Così, la proiezione del film Segreti di Stato, sui fatti di Portella della Ginestra dell’1 maggio 1947, di Paolo Benvenuti, ha permesso di presentare al pubblico del Festival il progetto di infrastruttura educativa e formativa che sarà ospitata nelle Antiche Scuderie di Palazzo Biscari. Il primo passo per il nascente polo di Mirabella Imbaccari prevede di ospitare a Palazzo l’Archivio sui fatti e i processi di mafia siciliani, costituito dalla Fondazione di Comunità a partire dal fondo di documenti su Portella della Ginestra che è stato in gran parte costruito da Benvenuti e dagli storici che hanno effettuato con lui le ricerche propedeutiche alla sceneggiatura del film.

Così, il lavoro documentaristico di Alberto Valtellina (8 agosto), su Mirabella e i saperi del pizzo a tombolo, montaggio artistico – accompagnato dalla musica scritta da Luigi Polimeni ed eseguita dal vivo dallo stesso Polimeni e da Giacomo Farina – sulla storia del castello dall’arrivo delle suore doretee ad oggi, centrato sulla lavorazione del pizzo a tombolo che le ha viste come formatrici  di generazioni di donne di Mirabella dai primi del 900 fino ad oggi, è collegato ad una seconda idea in fase di realizzazione: organizzare per l’esposizione le collezioni storiche di Palazzo Biscari, dalla collezioni di pizzo a tombolo ai disegni connessi e agli strumenti necessari per queste lavorazioni.

Nel programma a Mirabella anche il teatro, con F-Aìda, reading teatrale con Salvatore Arena e Massimo Barilla, musiche originali dal vivo di Luigi Polimeni, in collaborazione con Mana Chuma Teatro e la Rete Latitudini, e la proiezione di Primula Rossa. Il film, diretto da Franco Jannuzzi, è prodotto dalla Fondazione di Comunità di Messina, è ispirato e dedicato alla vera storia di Ezio Rossi, ex terrorista dei Nuclei Armati Proletari che ha passato gran parte della sua esistenza tra carcere e Ospedale Psichiatrico Giudiziario Unendo fiction e documentario, il film intreccia la vicenda di Ezio (Ennio nel film) con quelle di altri internati dell’OPG e con quella dello psichiatra Lucio, che lotta per cercare soluzioni che restituiscano diritti di cittadinanza a persone deboli ed escluse dalla società. Molti ex-internati hanno tra l’altro partecipato alla realizzazione del film. Tra gli attori Roberto Herlitzka. Infine, il Festival ha ospitato la proiezione di opere di registi locali: Storici scorci di Mirabella Imbaccari, dalle origini ai nostri giorni, di Pino Zaccaria e Generazioni a confronto, di Egidio Termini, documentario che prende in esame la situazione culturale di tre paesi del calatino: Mirabella, San Michele, San Cono.

“Abbiamo voluto fare di questa quattro giorni una sorta di manifesto di cosa intende la fondazione per sviluppo umano – spiega il segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Gaetano Giunta -. Crediamo che non possa esserci sviluppo senza ricerca della verità, senza investire in conoscenza e senza contrastare con decisione qualunque forma di economia e di controllo criminale delle società. Non può esserci sviluppo umano se non a partire dagli ultimi di un territorio, perché lo sviluppo o è di tutti o genera diseguaglianza e la diseguaglianza finisce inevitabilmente per diventare trappola, anche per lo stesso sviluppo economico. La nostra idea di sviluppo umano mette in relazione saperi e competenze locali, nel caso di Mirabella centenarie, con l’innovazione intesa nel senso più ampio e più generale possibile. Attorno a questa idea di sviluppo umano, solidamente fondata su questi principi, la Fondazione si mette a servizio del territorio”.

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Dal 21 luglio alla fine di settembre, ecco tutti gli appuntamenti di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival

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Protagonista, in prima assoluta, Rosario Palazzolo con la trilogia Santa Samantha Vs. Sciagura in tre mosse

Sabato 3 e domenica 4 agosto, a partire dalle 21.00, sono in programma al Parco Horcynus Orca di Capo Peloro le ultime due giornate della sessione estiva messinese di Metamorfosi, la XVII edizione dell’Horcynus Festival, organizzato come sempre della Fondazione Horcynus Orca e della Fondazione di Comunità di Messina, quest’anno in collaborazione con l’Ambasciata di Spagna in Italia – la Spagna è il paese ospite del Festival 2019 – e la Fondazione con il SUD.

Al Festival è il momento del teatro, con tre appuntamenti. 

Alle 19.30 del 3 agosto, al Lido Horcynus Orca, la presentazione del libro Santa Samantha Vs. Sciagura in tre mosse (Glifo edizioni) di Rosario Palazzolo anticipa la presenza al Festival dell’autore, attore e regista palermitano. Palazzolo presenta il libro insieme a Filippa Ilardo e Sabrina Petyx. Sono i testi dell’omonima trilogia, figlia di una sperimentazione linguistica che fa implodere la grammatica classica per rappresentare un mondo davvero sciagurato, afflitto da implacabile cattiva sorte. Il giorno successivo, negli spazi del Parco Horcynus Orca ecco, in prima assoluta, la messa in scena della trilogia, produzione del Teatro Biondo di Palermo. Testo e regia sono di Rosario Palazzolo, le scene di Luca Mannino, le musiche originali di Francesco Di Fiore, le luci di Alice Colla, assistente alla regia è Angelo Grasso. Alle 19.30 va in scena Lo Zompo, con Rosario Palazzolo, alle 21.15 Mari/age con Alessio Barone, Delia Calò, Chiara Italiano, Viviana Lombardo, Sabrina Petyx, alle 22.30 La veglia, con Filippo Luna.

Oltre a Palazzolo, nel programma del Festival il 3 agosto, alle 21.15 nella Torre degli Inglesi del Parco Horcynus Orca, F-Aìda, reading teatrale con Salvatore Arena e Massimo Barilla, le musiche originali dal vivo di Luigi Polimeni, a cura di Mana Chuma Teatro, in collaborazione con Rete Latitudini. La lettura trasporta in Calabria, negli anni Ottanta ma potrebbero essere i giorni nostri o giorni futuri all’interno di un racconto di guerre fratricide, un amore omosessuale mai consumato, una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera.

“Indaghiamo il tema centrale del Festival – spiega Massimo Barilla, direttore artistico della sezione teatrale MigrAzioni tra terra e mare – per dire che le metamorfosi, necessarie, sono a volte anche impossibili. Sottolinearlo dal punto di vista artistico esprime il dovere di lavorare nei contesti in cui si rileva esistenza al cambiamento. Così, come ogni anno, il lavoro di ricerca culturale della Fondazione Horcynus Orca si intreccia con gli interventi sul territorio, in situazioni complesse, che porta avanti la Fondazione di Comunità di Messina. Il programma mette inoltre a sistema i rapporti che il Festival sta coltivando anche con altri soggetti sul territorio siciliano e nazionale, come Mana Chuma Teatro e la Rete Latitudini”.

Nel programma del 3 agosto (ore 22.15), per la sezione cinematografica, anche la proiezione del film “Dall’altra parte” (3 agosto, ore 22.15), coproduzione serba-croata, con la regia di Zrinko Ogresta. Il film propone un percorso di trasformazione, di ricerca del perdono e della pace interiore dopo la guerra nella ex Jugoslavia.

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