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La musica di Avitabile e le parole di Delbono per l’Horcynus Fest

Un viaggio tra la musica e la prosa, l’amore e l’odio, il volto dolce e duro di questo tempo contraddittorio in cui volgare e sacro, buio e luce si alternano attimo dopo attimo. Domenica al Cilea l’Horcynus Festival Metamorfosi (evento a cura della Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018) ospita il concerto-spettacolo “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile e Pippo Delbono, con Gianluigi Di Fenza alla chitarra napoletana e Carlo Avitabile ai tamburi.

In scena l’equilibrio degli opposti, contrapposizioni solo apparentemente insuperabili, che affondano nella matrice culturale cattolica dell’Occidente e risalgono al cuore di un pentagramma capace di trovare una perfetta armonia nel suono e nelle parole. Ed ecco che l’equilibrio delle contraddizioni va in scena e ciò che sembra antitetico diventa complementare.

Il dualismo, protagonista dello spettacolo, delinea anche il percorso artistico di Enzo Avitabile, un musicista unico nella sua capacità di coniugare la tradizione del blues, del jazz, del funky, del rock con il classico e il barocco, fino ad abbracciare l’antica tradizione popolare e napoletana per approdare a una musica sua, originale e unica. All’interno delle molteplici contaminazioni di questa “musica del mondo” Avitabile affronta temi etici e sociali, scavando nelle miserie del mondo con la precisa volontà di diffondere un messaggio: ogni essere umano è degno di abitare lo spazio terrestre, senza distinzioni, senza razze, senza barriere. Un messaggio che in “Bestemmia d’amore” Avitabile esprime con arpina, tamburo, sax sopranino e voce, affiancato dall’altra faccia della medaglia: il canto di Pippo Delbono, attore, regista, drammaturgo che prende in prestito e interseca le parole, tra gli altri, del mistico spagnolo Juan de La Cruz, di Pier Paolo Pasolini, di Arthur Rimbaud. Quel che emerge è un amore che non è possesso, non è avere ma accettare, donarsi, includere, anche cedendo alla malinconia e alla gioia irrefrenabile e alla danza liberatoria.

I prossimi appuntamenti – L’Horcynus Fest Metamorfosi chiude la sezione musica domenica ma prosegue con quella artistica fino al 4 aprile al Castello Aragonese (Torrione Sud, ingresso di fronte alla Chiesa degli Ottimati) con l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini, visitabile gratuitamente tutti i giorni (lunedì chiuso).

Botteghino – I biglietti per “Bestemmia d’amore” (10€) sono in prevendita al Teatro Cilea.

 

La fotografia è di Titti Fabozzi

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In scena l’equilibrio degli opposti, contrapposizioni solo apparentemente insuperabili, che affondano nella matrice culturale cattolica dell’Occidente e risalgono al cuore di un pentagramma capace di trovare una perfetta armonia nel suono e nelle parole. Ed ecco che l’equilibrio delle contraddizioni va in scena e ciò che sembra antitetico diventa complementare.

Il dualismo, protagonista dello spettacolo, delinea anche il percorso artistico di Enzo Avitabile, un musicista unico nella sua capacità di coniugare la tradizione del blues, del jazz, del funky, del rock con il classico e il barocco, fino ad abbracciare l’antica tradizione popolare e napoletana per approdare a una musica sua, originale e unica. All’interno delle molteplici contaminazioni di questa “musica del mondo” Avitabile affronta temi etici e sociali, scavando nelle miserie del mondo con la precisa volontà di diffondere un messaggio: ogni essere umano è degno di abitare lo spazio terrestre, senza distinzioni, senza razze, senza barriere. Un messaggio che in “Bestemmia d’amore” Avitabile esprime con arpina, tamburo, sax sopranino e voce, affiancato dall’altra faccia della medaglia: il canto di Pippo Delbono, attore, regista, drammaturgo che prende in prestito e interseca le parole, tra gli altri, del mistico spagnolo Juan de La Cruz, di Pier Paolo Pasolini, di Arthur Rimbaud. Quel che emerge è un amore che non è possesso, non è avere ma accettare, donarsi, includere, anche cedendo alla malinconia e alla gioia irrefrenabile e alla danza liberatoria.

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Botteghino – I biglietti per “Bestemmia d’amore” (10€) sono in prevendita al Teatro Cilea.

 

La fotografia è di Titti Fabozzi

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Continua la sezione di cinema dell’Horcynus Festival Metamorfosi, evento a cura della Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018.

Stasera al Cineteatro Metropolitano (ex dopolavoro ferroviario), sarà proiettato, in visione gratuita per il pubblico, alle ore 19:00, il film Sami Bloodopera prima della regista svedese Amanda Kernell, premio Lable Europa Cinema alla Mostra del Cinema di Venezia 2016. La quattordicenne Elle Marja è una ragazzina lappone che vive in una comunità di allevatori di renne. Esposta alla discriminazione degli anni ‘30 e alla certificazione della razza per frequentare la scuola, inizia a sognare una vita diversa. Per realizzare questo desiderio, però, dovrà allontanarsi dalla sua famiglia e dalla cultura della sua gente diventando un’altra. Alle 21:00 torna il teatro con il reading “f-Aìda. Eppur cantava ancora”, lettura scenica del nuovo lavoro di Salvatore Arena e Massimo Barilla, co-produzione del festival e Mana Chuma Teatro che debutterà sul palco in estate. Siamo in Calabria negli anni Ottanta ma potrebbero essere i giorni nostri o giorni futuri, nel buio di una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera. Qui splende una f-Aìda in un racconto arcaico di guerre fratricide, tra famiglie che alla stessa terra appartengono e alla terra ritorneranno. Splende di un amore mai consumato per un compagno di giochi travestito da nemico, per via di un’anima da femmina incastrata in un corpo da uomo. Splende ai piedi di una Madonna che piange sangue, non per miracolo avvenuto ma per un dolore che non conosce requie.

Domani alle 19:00 spazio al documentario Vangelo di Pippo Delbono (Italia/Belgio 2016), un Vangelo fatto di carne, storie, volti, racconti dei migranti di un centro per richiedenti asilo. A seguire, alle 21:00 proiezione a inviti del film Sofia di Meryem Benm’Barek (Francia/Marocco 2018).

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Alle 21:00 all’Auditorium Zanotti Bianco la produzione del Teatro Biondo di e con Silvia Ajelli,
da mercoledì tre giorni di cinema al Cineteatro metropolitano, domenica chiusura in musica al Cilea

Dopo i ritmi indiavolati di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra, questa sera l’Horcynus Festival inaugura gli appuntamenti con il teatro, indagando le metamorfosi legate alle utopie rivoluzionarie e a contesti estremi. Alle 21:00 all’Auditorium Zanotti Bianco (ex Cipresseto) va in scena “Le stanze di Ulrike” di e con con Silvia Ajelli, regia di Rosario Tedesco (ingresso 5€, prevendite al Cilea).

Lo spettacolo, una produzione Teatro Biondo di Palermo in collaborazione con Orestiadi di Gibellina, racconta la vicenda personale, storica e politica di Ulrike Meinhof, giornalista tedesca e attivista che dal ’68 orientò il suo pensiero verso una posizione sempre più radicale, fino a entrare in clandestinità e a votarsi alla lotta armata: dall’indignazione per la guerra in Vietnam e il dilagare dell’imperialismo americano alla protesta a fianco del movimento studentesco; dalla difesa dei diritti delle donne alle contestazioni contro la politica repressiva del governo tedesco, fino alla proclamazione della lotta armata. Accusata di quattro omicidi e 34 tentati omicidi fu processata, incarcerata e infine vittima, insieme ad alcuni compagni, di una morte violenta dalle cause mai del tutto chiarite.

La sua storia sul palco affronta in chiave umana e non ideologica le utopie rivoluzionarie novecentesche, ponendo domande scomode, riproposte inaspettatamente dal nostro presente: perché una colta, intelligente e raffinata giornalista nota, inizia a sentirsi scomoda nel paese in cui vive? Perché non si riconosce più nel ruolo che la società le cuce addosso? Come mai finisce per diventare il capo ideologico di una banda di terroristi in parrucca? Per provare a rispondere lo spettacolo riparte dalle stanze che Ulrike ha abitato, luoghi mentali ma anche voci e identità con cui si scontra. Ma è soprattutto nel periodo di prigionia, grazie al confronto con lo Stato violento e maldestro, che il personaggio si rivela nella sua autentica tragicità.

L’Horcynus Festival Metamorfosi (evento a cura della Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018) continua con il cinema da mercoledì a venerdì al Cineteatro Metropolitano (ex dopolavoro ferroviario), con una selezione di titoli a ingresso gratuito: mercoledì focus Balcani alle 19:00 con il documentario Cinema Komunisto di Mila Turajlic e alle 21:00 con il film Dall’altra parte di Zrinko Ogresta; giovedì alle 19:00 Sami Blood di Amanda Kernell, una storia di razzismo tra Svedesi e Lapponi; venerdì alle 19:00 il documentario Vangelo di Pippo Delbono, tra storie e volti dei migranti di un centro per richiedenti asilo, per terminare alle 21:00 con la proiezione a inviti del film Sofia di Meryem Benm’Barek. Sempre per gli appuntamenti teatrali, invece, giovedì al Cineteatro Metropolitano Horcynus propone un reading dalla nuova co-produzione del festival e Mana Chuma Teatro: “f-Aìda” di Salvatore Arena e Massimo Barilla, un racconto di guerre fratricide, un amore omosessuale mai consumato, una segregazione attenuata solo da vecchi dischi d’opera. Domenica al Cilea un concerto in cui le parole diventano musica con “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile (voce, arpina, tamburo e sax sopranino) e Pippo Delbono (voce recitante e canto), per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce (ticket 10€).cInfine, fino al 4 aprile al Castello Aragonese (Torrione Sud, ingresso di fronte alla Chiesa degli Ottimati) è in mostra l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini.

 

foto di Giuseppe Sinatra

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Alle 21:00 si apre con un live la sezione musicale dell’Horcynus Fest Metamorfosi;
chiusura il 31 marzo al Cilea con il reading – concerto di Enzo Avitabile e Pippo Delbono

Guarda alla musica popolare napoletana l’Horcynus Festival Metamorfosi, con due esempi agli antipodi del genere e della cultura musicale probabilmente più metamorfica e conosciuta d’Italia, da sempre in continua, vitale, elaborazione. Sabato alle ore 21:00 il Miramare si accende con il concerto di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra, che portano sullo Stretto il loro Femmene Tour (ticket 5€, prevendita al Cilea); domenica 31 marzo alle ore 21:00 al Teatro Cilea, il reading – concerto “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile e Pippo Delbono (ticket 10€).

Serena Della Monica e Le Ninfe della Tammorra sono un esempio tutto al femminile di una ricerca profondamente inserita nella tradizione musicale popolare partenopea, che cerca di contaminarsi con il sound contemporaneo. Le varie tournee hanno visto la band esibirsi nelle più belle piazze d’Italia e come rappresentante della musica folk italiana in vari festival internazionali, nascono dalla necessità di raccontare e rendere attuale l’antica cultura popolare campana e del Sud Italia attraverso un uso efficace del linguaggio musicale e del teatro-danza, evocando le sonorità mediterranee unite ai ritmi urbani della musica moderna. “Femmene”, il loro ultimo lavoro discografico, mira a traghettare il folk verso le forme della pop music, alla ricerca di un connubio di world music e world dance.

“Bestemmia d’amore” è una tappa del viaggio artistico di Enzo Avitabile (voce, arpina, tamburo e sax sopranino) e Pippo Delbono (voce recitante e canto). Il primo è un artista unico nella sua capacità di coniugare blues, jazz, funky, rock con classico, barocco, tradizione popolare napoletana per arrivare, poi, ad una musica sua, originale e unica; il secondo è un attore e regista che sa dare un peso alle parole. Ad affiancarli sul palco Gianluigi Di Fenza (alla chitarra napoletana) e Carlo Avitabile (ai tamburi) in un concerto dove le parole diventano musica, per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo. Un canto che abbandona l’obbligo dello stile per approdare a un esempio di musica totale.

L’Horcynus Festival Metamorfosi (evento a cura della Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018) continua fino al 4 aprile nella sala delle ex prigioni del Castello Aragonese (Torrione Sud, ingresso di fronte alla Chiesa degli Ottimati) con l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini, visitabile tutti giorni gratuitamente fino al 4 aprile (lunedì chiuso). Martedì, invece, all’Auditorium Zanotti Bianco (ex Cipresseto) va in scena “Le stanze di Ulrike” di e con con Silvia Ajelli, regia di Rosario Tedesco, produzione Teatro Biondo Palermo con Orestiadi Gibellina (ingresso 5€); da mercoledì a venerdì al Cineteatro Metropolitano proiezione di film e documentari (ingresso gratuito).

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Domani alle 17:30 al Castello, visita guidata con il curatore dell’installazione intitolata al musicista Riccardo Casalaina, conosciuto come “Mozart redivivo”, ucciso dal terremoto del 1908

Un’occasione per approfondire l’ispirazione, il doppio legame tra l’opera e la location, il significato delle formiche e delle celebri cancellature, cifra distintiva dell’arte di Emilio Isgrò. Giovedì 21 marzo dalle ore 17:30 nella Sala del Torrione Sud del Castello Aragonese (ingresso davanti alla Chiesa degli Ottimati), l’Horcynus Festival propone una visita guidata dell’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, a cura di Marco Bazzini.

A guidare pubblico e giornalisti alla scoperta dell’opera sarà proprio il curatore, che illustrerà l’universo artistico di Isgrò e il significato delle sue formiche, evoluzione delle cancellature e simbolo dell’operosità dell’uomo che non si arrende alle difficoltà e non intende essere schiacciato dalla globalizzazione.

L’installazione è stata realizzata per il Museo d’Arte Contemporanea Horcynus Orca dall’artista siciliano, uno dei nomi più noti e apprezzati dell’arte contemporanea italiana a livello internazionale, in occasione del centenario del terremoto del 1908. A 110 anni di distanza da quella catastrofe, l’opera varca per la prima volta lo Stretto e trova casa nell’unica architettura storica reggina risparmiata dal sisma. Una scelta non casuale: l’installazione deve il suo nome a Riccardo Casalaina, musicista messinese conosciuto come “Mozart redivivo” per il suo precoce virtuosismo, morto proprio durante il terremoto del 1908. Le sue note si trasformano nell’opera in formiche pronte a invadere i vecchi muri della torre del Castello. Nel frattempo si sono impossessate del pianoforte bianco e dello spartito.

In questo Primo movimento l’antro buio è come una caverna platonica in cui la musica giunge non dallo strumento che resta muto ma da un canto del grillo; un’eco di un lungo pomeriggio d’estate. A questo Prologo, come avviene nelle sinfonie, seguirà in autunno una orchestrale esecuzione con più pianoforti e canti di altri insetti tipici delle campagne in estate.

“Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” è visitabile gratuitamente tutti i giorni fino al 4 aprile (orari d’apertura 8:30-13:30 e 15:30-18:30, lunedì chiuso).

I prossimi appuntamenti con Horcynus Festival Metamorfosi sono: sabato 23 marzo al Miramare con il concerto di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra (ingresso 5€); martedì 26 marzo all’Auditorium Zanotti Bianco con “Le stanze di Ulrike”, di e con con Silvia Ajelli, regia di Rosario Tedesco, produzione Teatro Biondo Palermo con Orestiadi Gibellina (ingresso 5€); da mercoledì 27 a venerdì 29 marzo al Cineteatro Metropolitano con la visione di film e documentari (ingresso gratuito); domenica 31 marzo al Teatro Cilea con il reading – concerto “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile e Pippo Delbono (ingresso 10€). Le prevendite per tutti gli appuntamenti sono in corso al botteghino delTeatro Cilea.

Horcynus Festival Metamorfosi è organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018.

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Appuntamenti diffusi in città con l’arte contemporanea, la musica, il cinema e il teatro tra il Torrione Sud del Castello, il Miramare, l’Auditorium Zanotti Bianco, il Cineteatro Metropolitano e il Teatro Cilea

Per l’ottavo anno consecutivo, torna sulla sponda calabrese dello Stretto l’Horcynus Festival, evento dedicato alle arti performative organizzato dalla Fondazione Horcynus Orca, in collaborazione con Fondazione di Comunità di Messina, Fondazione con il Sud e Cineclub Internazionale Distribuzione, con il finanziamento del PAC Offerta culturale Azione 1 Tipologia B – Annualità 2018. Il tema di questa edizione è Metamorfosi, per puntare l’attenzione sulle trasformazioni che la società e l’economia, ma anche la stessa Fondazione, sta attraversando, oggi più che mai.

«Promuoviamo da oltre 15 anni percorsi internazionali di ricerca sulle economie sociali e solidali, sulla finanza etica ma soprattutto sulle arti – spiega Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina – che più di ogni altro sapere umano hanno la capacità di anticipare bisogni, desideri e visioni dei popoli. Lo facciamo a partire dallo Stretto, guardando verso questo Mediterraneo così drammaticamente diseguale ma anche verso altre aree del sud del mondo come Cuba in cui la Fondazione di Comunità di Messina – Distretto Sociale Evoluto, che sostiene da sempre l’Horcynus Fest, sta cominciando a operare per sostenere in modo durevole policy di trasformazione e di sviluppo umano sostenibile. Il festival quest’anno si ispira e segue queste visioni, traducendole in Metamorfosi».

L’Horcynus Festival si apre il 20 marzo e si chiude il 4 aprile nel Torrione Sud del Castello Aragonese con l’installazione “Casalaina – Primo movimento: prologo del grillo” di Emilio Isgrò, uno dei nomi dell’arte italiana più conosciuti e prestigiosi a livello internazionale. L’opera, visitabile gratuitamente (giovedì alle 17:30 visita guidata con il curatore Marco Bazzini), anticipa la mostra in programma in autunno ed è un omaggio alla libertà e creatività della gente del sud, celebrate attraverso le composizioni del musicista messinese Riccardo Casalaina, conosciuto come “Mozart redivivo” per il suo precoce virtuosismo, stroncato dal terremoto del 1908. Le sue note, prodotte da grilli, eco di un lungo pomeriggio d’estate, si trasformano in formiche pronte a invadere i vecchi muri della torre del Castello, dopo essersi impossessate del pianoforte bianco e dello spartito.

Sabato 23 marzo alle ore 21:00 al Miramare, per il primo concerto della sezione “Musica Nomade”, il live di Serena Della Monica – Le Ninfe della Tammorra che portano sullo Stretto il loro Femmene Tour. Nella loro musica, la necessità di raccontare e rendere attuale l’antica cultura popolare Campana e del Sud Italia si traduce in un linguaggio musicale che si sposa con il teatro-danza, evocando sonorità mediterranee mixate a ritmi urbani della musica moderna, alla ricerca di un connubio di world music e world dance.

Martedì 26 marzo alle ore 21:00 all’Auditorium Zanotti Bianco spazio al teatro con “Le stanze di Ulrike”, di e con con Silvia Ajelli, regia di Rosario Tedesco, produzione Teatro Biondo Palermo in collaborazione con Orestiadi di Gibellina. Perché una colta, intelligente e raffinata giornalista inizia a sentirsi scomoda nel paese in cui vive? Perché non si riconosce più nel ruolo che la società le cuce addosso? Come mai finisce per diventare il capo ideologico di una banda di terroristi con la parrucca? Una storia di terrorismo in Germania durante gli anni ’60-’70 che affronta in chiave umana e non ideologica le utopie rivoluzionarie del secolo scorso, ponendo domande scomode, riproposte improvvisamente dal nostro presente.

Da mercoledì 27 a venerdì 29 marzo al Cineteatro Metropolitano è in programma la sezione di cinema dell’Horcynus, con un focus dedicato ai Balcani e le proiezioni del documentario “Cinema Komunisto” di Mila Turajlic, dei film “Dall’altra parte” di Zrinko Ogresta, “Sami Blood” di Amanda Kernell, “Vangelo” di Pippo DelBono e “Sofia” di Meryem Benm’Barek.

Giovedì 28 marzo alle ore 21:00, sempre al Cineteatro Metropolitano, appuntamento con la nuova drammaturgia per il reading teatrale “F-AIDA” di Salvatore Arena e Massimo Barilla con Salvatore Arena e musiche dal vivo di Luigi Polimeni. Un anticipo della produzione Mana Chuma Teatro, co-prodotto dall’Horcynus Fest, che debutterà in estate e affronta l’impossibilità della metamorfosi personale e sociale in contesti estremi.

Domenica 31 marzo alle ore 21:00 al Teatro Francesco Cilea per l’ultimo appuntamento live del festival è in programma il reading – concerto “Bestemmia d’amore” di Enzo Avitabile e Pippo DelBono. Un canto in cui le parole di Pippo DelBono diventano la musica, originale e unica, di Enzo Avitabile, che coniuga blues, jazz, funky, rock con il classico e il barocco, fino ad abbracciare l’antica tradizione popolare e napoletana. Un concerto per parlare di questo tempo volgare e sacro, nero e luminoso, duro e dolce. Per parlare ancora dell’amore bestemmiato, ferito, affogato, ucciso, rinato, ucciso ancora, ancora vivo, in un esempio di musica totale.

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La Fondazione Horcynus Orca in occasione della realizzazione del progetto Horcynus Edu Fest, cofinanziato dal Miur nell’ambito dell’Avviso “Cinema per la Scuola – Buone Pratiche, Rassegne e Festival” indice un invito a presentare manifestazioni di interesse per la selezione di Istruzione Secondaria nell’area dello Stretto di Messina in qualità di partner di progetto.

Horcynus Edu Fest mette a sistema i programmi della Fondazione Horcynus Orca nell’area dello Stretto di Messina, che includono percorsi di indagine permanenti e ormai ventennali sulla cinematografia del Mediterraneo, ricerca e innovazione tecnologica su nuove forme di cinema interattivo, partnerariati stabili con le agenzie formative formali e informali del territorio, attraverso la realizzazione di un progetto sistemico-territoriale per la promozione della cultura cinematografica, della multiculturalità e di nuovi linguaggi visivi innovativi.

Cliccando qui si può scaricare il bando in cui sono illustrate nel dettaglio le azioni previste da Horcynus Edu Fest 2019.

Cliccando qui, invece, si scarica la Manifestazione di interesse per la selezione delle Scuole partner del Progetto Horcynus Edu Fest da realizzarsi nell’ambito dell’Avviso del Miur “Cinema per la Scuola –Buone Pratiche, Rassegne e Festival”.

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Al termine della due giorni di workshop internazionale del 27 e del 28 settembre, i rappresentanti delle organizzazioni presenti all’Horcynus Lab Festival hanno sottoscritto un documento in cui concordano “sulla necessità di contribuire a generare un vero e proprio salto di paradigma socio-economico, una Metamorfosi. Per raggiungere questo scopo appare necessario sviluppare e sperimentare processi di trasformazione del pensiero e delle pratiche socio-economiche, dei sistemi di istruzione e di conoscenza, dei modelli produttivi e di consumo delle politiche energetiche, così come dei modelli di governance locale e globale.
Emerge l’importanza di restituire centralità ai territori e alle comunità – si legge ancora nel documento, esito dei lavori – Per fare ciò è necessario costruire ampi partenariati trasversali tra attori diversi del cambiamento che abbiano carattere di infrastrutturazione e che s’impegnino a lungo termine nei processi di trasformazione sociale basati sulla cooperazione e sulla centralità della persona e del bene comune.
I firmatari si impegnano ad avviare e/o ad intensificare dinamiche di cooperazione reciproche, a lungo termine, tra territori anche del bacino Mediterraneo. Pertanto scelgono di condividere nuove visioni, di generare strategie efficaci e quindi di mettere in comune saperi, pratiche, capacità e risorse”.

I firmatari sono:

Nella foto Carola Carazzone, segretario generale di Assifero, e Gaetano Giunta, segretario generale di Fondazione di Comunità di Messina Onlus

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Sabato 29 settembre si apre la sezione teatrale “MigrAzioni tra terre e mare” dell’Horcynus Lab Festival con gli eventi collegati al Premio Horcynus Orca 2018, che sarà consegnato domenica 30 a Mimmo Cuticchio.

Contastorie, attore e regista teatrale, Cuticchio è erede diretto della tradizione palermitana dell’Opera dei pupi. Al Festival è protagonista con due appuntamenti. Alle 21 di sabato 29 settembre va in scena con il suo “A singolar tenzone”, sulle gesta dell’eroe per eccellenza, il paladino dell’esercito francese Orlando.

Domenica 30 settembre alle 17:00, il programma dell’Horcynus Lab Festival prevede il seminario curato da Cuticchio Quello che resta: l’eredità culturale nel passaggio dalla tradizione al contemporaneo. Il seminario è organizzato in collaborazione con Sabir Fest, Dipartimento Cospecs Unime, Universi Teatrali, Latitudini rete e sarà introdotto da Massimo Barilla e Dario Tomasello. Sempre domenica Cuticchio riceverà il Premio Horcynus Orca 2018.

Ecco la motivazione del premio a Mimmo Cuticchio:

A Mimmo Cuticchio attore teatrale e regista, il più importante erede della tradizione dei cuntisti e dall’arte dei Pupi siciliani, oggi riconosciuta dall’UNESCO quale Patrimonio orale e immateriale dell’umanità.
Dal 1989 Mimmo Cuticchio consolida definitivamente il percorso orientato alla “rifondazione” del teatro dei pupi. Nascono gli spettacoli Visita Guidata all’Opera dei pupi, Francesco e il Sultano, L’Urlo del Mostro e alcune “serate speciali” che legano i modelli del cunto e dell’opera tradizionali ad un rinnovato impegno civile e artistico che rispecchia la società contemporanea.
La sua interpretazione nel film Terraferma è un’ulteriore conferma di una umanissima sensibilità nei confronti del fenomeno assai attuale delle migrazioni dal sud del mondo. A sugello di questo percorso esistenziale, in occasione dei propri 70 anni, Mimmo Cuticchio ha voluto compiere un pellegrinaggio in tre tappe partendo da Palermo e, dopo l’incontro con Papa Francesco, è giunto a Roncisvalle per intonare un canto di pace per il Mediterraneo.
Il premio esprime vicinanza e condivisione rispetto ad una continua ricerca finalizzata a riscoprire e a rivitalizzare le radici più profonde della nostra storia, della nostra umanità e di una possibile necessaria convivenza civile.

Il Presidente
Gaetano Giunta

Il Direttore dell’Horcynus Festival
Franco Jannuzzi

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All’Horcynus Lab Fest la Fondazione di Comunità di Messina e la rete RES-Int illustrano il testo sul budget di salute

Il 29 settembre, alle 10.30, durante la quinta giornata dell’Horcynus Lab Fest, la Fondazione di Comunità di Messina e la rete RES-Int (Rete dell’Economia Sociale Internazionale) presenteranno a esponenti della Commissione Affari Sociali della Camera e della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica una proposta di legge sul Budget di Salute.
Il testo di legge prevede l’istituzione di un fondo nazionale a garanzia di investimenti realizzati a favore di persone con fragilità socio-sanitarie da enti del terzo settore, destinati a creare nuove opportunità sul lavoro, sulla casa, sulla socialità e sulla conoscenza. In particolare, la legge prevede la riconversione delle rette a carico dello Stato, che tradizionalmente sostengono modelli di welfare assistenziali e istituzionalizzanti, in budget di salute per finanziare progetti personalizzati di inclusione e di promozione dei diritti di cittadinanza.

“A 40 anni dalla Legge Basaglia e quindi dall’avvio dei processi di deistituzionalizzazione – spiega lo psichiatra Angelo Righetti, presidente della Rete RES-Int – il budget di salute è oggi realtà in molte regioni italiane che sperimentano l’esperienza dei progetti personalizzati per la modifica delle determinanti sociali, culturali ed economiche e così rendono favorevoli le prognosi delle persone con malattie croniche o eredo-degenerative. Dopo alcune esperienze pilota, sperimentate in Sicilia – a Messina – e in Campania – a partire da Casal di Principe – oggi anche Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Umbria e, seppure in fase di avvio, Calabria e Puglia, moltiplicano esperienze sui budget di salute che forniscono alternative valide ed economicamente sostenibili ai modelli tradizionali, divenuti troppo mercantili – precisa Righetti – dei sistemi di welfare. L’approvazione di una legge nazionale – conclude il presidente di RES-Int – darebbe impulso e metodo alla trasformazione dei costi sanitari sociali in investimenti produttivi di salute, economia e redistribuzione ai territori”.
La proposta di legge sintetizza l’esperienza e gli esiti di due modelli avanzati sull’utilizzo del budget di salute: il progetto Luce è Libertà della Fondazione di Comunità di Messina che ha permesso, a partire dal 2010, di liberare 60 persone dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto, garantendo loro un percorso di riconquista dei diritti fondamentali; e la sperimentazione in Campania che ha consentito, per la prima volta in Italia, l’approvazione di una legge regionale sul budget di salute, basata su un processo sistemico che coinvolge i vari attori del territorio: enti del terzo settore, Comuni, Azienda Sanitaria Locale, tenuti insieme dall’opera dell’associazione don Beppe Diana di Casal di Principe e di Nuova Cooperativa Organizzata.

I lavori del workshop saranno coordinati da Francesco Marsico (Responsabile Area Nazionale di Caritas Italiana). Parteciperà il Presidente emerito della Corte Costituzionale prof. Gaetano Silvestri. Tra gli interventi in programma, quelli di Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, Angelo Righetti, presidente della rete RES-Int, Giuseppe Pagano, vicepresidente di Nuova Cooperativa Organizzata e Anna Rainone, responsabile del Progetto Terapeutico Responsabile Individuale, consorzio Sale della Terra.

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