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'70volteSud

'70volteSud

’70voltesud (2007), spettacolo teatrale, produzione di Mana Chuma Teatro, di Salvatore Arena e Massimo Barilla, con Salvatore Arena.

Non sempre il tempo scorre con la stessa placida lentezza, come un ruscello acerbo. A volte rompe gli argini, e spazza come un turbine incazzato decenni di vita “quotidiana”, immobile, almeno in apparenza.
C’è un luogo in questa storia, il punto di rottura, una città del sud profondo (Reggio Calabria) aggrappata ai bordi di uno Stretto, che tutto a sé attira, a partire dallo sguardo.
Città d’incerta identità: calabrosicula forse, o forse più sicula che calabra, generosa e diffidente, come un cane da guardia che non sa cosa guardare né da chi guardarsi.
C’è un luogo che aspetta un tempo, il suo tempo, pur senza sapere a cosa condurrà. Quel tempo è il “settanta”, anno da cui non si ritorna, a partire dal quale nulla sarà lo stesso.
C’è una rivolta, spontanea e popolare, e poi fascista. La più imponente e duratura della storia repubblicana. C’è una polizia violenta e una politica che quella rivolta non capisce, non può capire.
E dentro la rivolta c’è un treno che deraglia su binari divelti da una bomba, lo sappiamo solo adesso dopo anni di verità dette troppo presto e troppo in fretta per non essere di comodo.
Ci sono soprattutto dei giovani reggini, molto giovani ed anarchici, che a quel treno si interessano tra tante altre cose. C’è una mini morris gialla che viaggia in autostrada verso Roma, con dentro quei ragazzi e il risultato di un’indagine che sparirà nel nulla.
C’è un incidente strano, che tutto cancella, la vita di quei giovani, i loro volti, le loro storie piene di speranza e di passione.

Note storiche e Cronologia essenziale:

ottobre 1969: Il principe Junio Valerio Borghese, ex comandate fascista, compie numerose visite a Reggio Calabria. Attraverso accordi con ‘ndrangheta e mafia siciliana, servizi segreti deviati ed estremisti di destra prepara il terreno per un colpo di stato militare. Inizialmente programmato per l’8 dicembre 1969 verrà rimandato di un anno esatto. Per tutto l’autunno a Reggio Calabria numerose bombe esplodono contro sedi istituzionali, chiese, sedi di partiti.

12 dicembre 1969: Strage di Piazza Fontana a Milano. Nasce la cosiddetta “Strategia della tensione”. Nei giorni successivi vengono ingiustamente arrestati numerosi anarchici in tutta Italia. Tra questi a Roma anche i giovani anarchici reggini Angelo Casile e Gianni Aricò.

14 luglio 1970: Scoppiano i cosiddetti “moti di Reggio Calabria”. La popolazione protesta in massa e inizialmente in modo pacifico per la mancata assegnazione del Capoluogo di Regione, storicamente appartenuto a Reggio. Dopo la violenta e ingiustificata repressione delle forze dell’ordine la rivolta assume progressivamente toni sempre più violenti. Si tratterà della più imponente e duratura rivolta urbana in Europa dal 1848 in poi, fatta eccezione per la guerra civile irlandese e la Comune di Parigi. Per mesi stato di assedio, sospensione dei diritti civili, interi quartieri inaccessibili e presidiati dai manifestanti, intervento dei Carri armati e dell’esercito (unico caso nella Storia italiana).

22 luglio 1970: Il treno Freccia del Sud Palermo-Torino deraglia a causa di un attentato collegato ai “moti di Reggio Calabria” nei pressi di Gioia Tauro (Reggio Calabria): 6 morti e settanta feriti. Contro ogni logica il fatto verrà allora liquidato come incidente. Solo nel 1994 importanti rivelazioni dei pentiti ricostruiranno la verità.

Notte tra il 26 e 27 settembre 1970: Cinque giovani anarchici calabresi(Angelo Casile, Gianni Aricò, Franco Scordo, Annalise Borth, Luigi Lo Celso) muoiono in un incidente automobilistico provocato da un Camion guidato da due dipendenti del Principe Junio Valerio Borghese. Recavano a Roma un dossier di controinformazione sulla Strage di Gioia Tauro e, probabilmente, sul Golpe Borghese, allora nuovamente in preparazione.